Cabina: Sperimentazione

Cabina: Sperimentazione
c.so De Gregori, 10

Artisti: Florenzo Rosso

Nato a Vercelli nel 1955. Inizia a dipingere e a fotografare giovanissimo. Si diploma al Liceo Artistico e parallelamente segue corsi di incisione di Armando Donna all’Istituto di Belle Arti di Vercelli.

Tiene la sua prima personale a 15 anni e da allora ha continuato a sperimentare sui rapporti tra pittura e fotografia.Socio fondatore del Centro culturale “STUDIO DIECI” di Vercelli dal 1975 al 2015 si è occupato dell’organizzazione di mostre ed eventi.Ha insegnato fotografia creativa per una decina d’ anni all’ Università Popolare di cui è stato fra i primi promotori. E’ stato presentato da critici come Massimo Melotti, Giuliana Scimè, Ken Damy, Giuseppe Turroni, Marco Rosci, Angela Madesani, Maria Vittoria Berti, Martina Corgnati, Lorella Giudici su riviste, in mostre e collettive in Italia ed all’ estero. Riviste specializzate come “Progresso Fotografico” e “Fotopratica” hanno pubblicato un suo portfolio. Partecipa nel 1985 ai celebri “Rencontres Internationales de la  photographie ” di Arles con la mostra  ” Regards sur les piscines”.

Realizza con Mario Giacomelli ed Olivo Barbieri il calendario Fiat 1990. Sue opere sono conservate presso il Museo di fotografia contemporanea Ken Damy di Brescia dove è invitato a rappresentare, insieme a trenta maestri dell’ immagine, la “Fotografia Italiana 1900-1990” in una mostra a Brescia e successivamente alla Fototeca Nazionale di Cuba all’ Avana.

E’ presente alla 52° Biennale di Venezia con “Camera 312: promemoria per Pierre”( una serie di 200 post-it stampati con la tecnica del clichè-verre). La sua ricerca attuale si sviluppa su due versanti: quello della pittura, con una serie di dittici olio su tela intitolata “sequenze interrotte” e l’ altro quello della fotografia, con una rivisitazione, in chiave contemporanea, di tecniche come il clichè-verre, gli anaglifi, le stereofotografie, il view-master.

Sovente abbinate e presentate dentro “macchine per la visione” originali light-boxes muniti di lenti e visori stereoscopici.

La sua ultima personale, presentata da Angela Madesani, dal titolo “sequenze interrotte, processi di irrealtà” è inserita negli eventi collaterali della mostra “Peggy Guggenheim e la nuova pittura americana”. Nel 2009 vengono esposte ed acquisite due sue opere nell’ambito della mostra “Caleidoscope d’Italie, regard sur la photographie, l’art et le film d’auteur italiens des annès 50 à nos jours” al Centre national de l’audiovisuel di Dudelange-Luxenbourg.

Nelle ultime collettive (“Nostalgia del presente” , “Camera Picta”, Biffi Arte Piacenza, “Saleterrarum”, Villa Litta Borromeo Lainate) si consolida una preferenza nel mostrare e documentare i set costruiti per la realizzazione di immagini stereoscopiche, filmati e collages. Questi particolari “diorami” divengono parte integrante nell’installazione.